La cura dell’igiene personale di una persona non autosufficiente è uno dei compiti più delicati e impegnativi che grava su un caregiver. Allo stesso tempo, però, è un’attività di primaria importanza per il benessere psicofisico dell’anziano o del malato. È bene, perciò, occuparsene con particolare attenzione e qualche consiglio pratico può tornare molto utile.

La cura dell’igiene personale è un momento estremamente intimo, che ha a che fare con la dignità personale e con il piacere di prendersi cura di sé. Purtroppo, in vecchiaia o quando si è colpiti da una patologia invalidante, ci si può trovare nella condizione di non riuscire più a far fronte al meglio a questa attività. Quindi, tra i compiti più delicati che spettano al caregiver di una persona non autosufficiente (in tutto o in parte) c’è proprio la cura dell’igiene personale. Un impegno che può influire anche sulla salute complessiva dell’assistito, rivelandosi ancora più cruciale. Per questo motivo, può essere utile apprendere alcune buone pratiche che facilitano questa azione di cura dell’igiene personale. A partire da questi 6 consigli.

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1) Creare una routine giornaliera, un calendario e una checklist

La prima cosa da fare è fissare una routine, una sorta di agenda giornaliera, settimanale e mensile in cui inserire le diverse attività di igiene personale, da quelle che vanno curate tutti i giorni (come la pulizia dei denti o la detersione di specifiche parti del corpo) fino a quelle che hanno cadenza non quotidiana (come la doccia, il lavaggio dei capelli o il taglio delle unghie). Stabilire degli appuntamenti fissi, delle ricorrenze infonde un senso di sicurezza e di accudimento nella persona non autosufficiente. Allo stesso modo, è utile per un caregiver creare una check list personale di tutte gli aspetti dell’igiene a cui prestare attenzione, in modo da non dimenticare nulla.

2) Adeguarsi alle esigenze dell’assistito e rispettarne l’intimità

Uno degli effetti più dolorosi della perdita dell’autonomia è il ritrovarsi in balia delle decisioni e delle volontà altrui. Non poter decidere più niente, non poter scegliere più niente, dipendere da qualcuno anche per andare in bagno, sono sensazioni che possono far precipitare in un profondo sconforto il malato o l’anziano. Per questo motivo, laddove possibile, è bene rispettare le sue volontà e le sue preferenze. Se ha delle abitudini che sono compatibili con la sua condizione, è fondamentale mantenerle. Così come adeguarsi alle sue scelte su aspetti apparentemente banali, come la predilezione per un determinato bagnoschiuma o per un vestito al posto di un altro.

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3) Rispettare l’intimità della persona accudita

L’altra faccia dolorosa della non autosufficienza è la perdita dell’intimità. Quando non ci si può lavare da soli, infatti, bisogna accettare l’idea di vedere invasa la propria privacy da una presenza esterna, seppur familiare. È un disagio che il caregiver deve saper rispettare, cercando il più possibile di essere discreto e poco invadente. Se possibile, alcune pratiche di igiene personale è bene lasciarle fare in autonomia al malato, magari fornendo un semplice supporto esterno di sicurezza.

4) Attrezzare la casa con appoggi e dispositivi di sicurezza 

In tutto ciò che riguarda l’attività di caregiving bisogna tenere in massima considerazione la sicurezza, sia propria che dell’assistito. La cura dell’igiene personale non fa eccezione. Anzi, bisogna essere molto scrupolosi, perché alcune attività, come la doccia, possono rivelarsi molto pericolose per via del rischio di infortuni. Fondamentale, quindi, è affidarsi ad appositi dispositivi di sicurezza, come maniglie, tappeti antiscivolo, sedie da doccia, deambulatori.

5) Preparare prima il materiale necessario

Per non avere distrazioni durante le operazioni di lavaggio e cura e per non dover lasciare neanche un istante l’assistito da solo, è necessario che il caregiver prepari prima e tenga a portata di mano tutto ciò che serve: asciugamani, saponi, spugne, tagliaunghie, ciabatte e via dicendo.

6) Mantenere gli ambienti ad una temperatura confortevole

La salute di una persona non autosufficiente è fragile. È importante quindi prestare particolare attenzione a non esporla a temperature troppo basse o a correnti d’aria durante le operazione di igiene personale. Una buona prassi è quella di mantenere la temperatura della stanza da bagno e di quelle in cui si muove l’assistito sempre tra i 22 e i 24 gradi. Inoltre, nel caso di pazienti che vengono lavati a letto con una spugna perché non possono essere mossi, è bene procedere scoprendo di volta in volta solo la parte da detergere.

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