Ogni giorno, il caregiver è chiamato a preparare i pasti per la persona che assiste e a supportarla mentre mangia. La cura dell’alimentazione, infatti, è un momento fondamenale del lavoro del caregiver, che deve tenere conto sia delle esigenze di gustro del malato che di quelle di una corretta e salutare alimentazione.

Tra i compiti quotidiani di cui deve farsi carico un caregiver c’è anche la gestione dell’alimentazione della persona assistita. Un’attività piuttosto delicata, che ha implicazioni sia fisiche che psicologiche molto rilevanti. Una dieta equilibrata, infatti, è fondamentale per supportare lo stato di benessere psicofisico del malato. Allo stesso tempo, però, il cibo può incidere sull’umore e sullo stato d’animo, sia in positivo che in negativo. Infine, la consumazione dei pasti, per il, caregiver professionale o familiare, è sempre un momento utile di socializzazione ma anche di monitoraggio dello stato di salute della persona a cui si presta assistenza.

Stress del caregiver, cosa rischia chi si occupa di assistere una persona non autosufficiente

Per tutti questi motivi, l’assistenza nell’alimentazione di una persona non autosufficiente richiede sensibilità, attenzione e conoscenza delle sue esigenze specifiche. Durante la malattia, l’appetito del paziente può variare (solitamente diminuisce, anche perché la totale o parziale immobilità determina un minor fabbisogno calorico) e rispettare le sue preferenze diventa fondamentale per garantire un adeguato apporto nutrizionale.

Ecco nove consigli pratici a cui un caregiver può ispirarsi per curare l’alimentazione di una persona non autosufficiente:

  1. Rispettare le preferenze personali. La perdita di autonomia nella preparazione dei pasti può generare frustrazone, perchè obbliga a mangiare ciò che viene deciso da qualcun altro. È molto importante, quindi, non essere impositivi e concedere alla persona che si assiste di mangiare cose che gli piacciono e devitare ciò che lo disturba o addirittura fli crea nausea (pur nel rispetto di una dieta equilibrata).
  2. Variare il cibo. Mangiare sempre le stesse cose oltre e non fare bene può rappresentare un’ostacolo all’appetito, perché appiattisce i sapori. Meglio variare, sia nella scelta degli alimenti che nella loro consistenza e nella tipologia di cottura.
  3. Prediligere alimenti freschi. Il cibo confezionato ha senza dubbio il pregio della praticità. Ma gli alimenti freschi, che necessitano di essere cucinati, sono più sani e consentono una maggiore variazione delle preparazioni.
  4. Adattarsi alle alterazioni del gusto. Alcune malattie possono portare alterazioni nella percezione dei sapori. Nel tempo, quindi, può rivelarsi necessario adattarsi a questi cambiamenti.
  5. Dividere il fabbisogno giornaliero in piccole porzioni. Un altra strategia utile a contrastare la mancanza di appetito è quella di ripartire il cibo giornaliero in un numero maggiore di pasti, che siano più piccoli e quindi più “sopportabili” per una persona che ha poca fame e magari mangia controvoglia.
  6. Facilitare la deglutizione. In alcuni casi, le persone non autosufficienti hanno difficoltà di masticazione e deglutizione. Per facilitare il pasto quindi, è bene oritnarsi su preparazioni liquide o semiliquide oppure triturare o omogeneizzare gli alimenti.
  7. Curare l’idratazione. Durante tutta la giornata, è necessario prestare attenzione a quanti liquidi riesce a bere la persona che si assiste, stimolando la sete anche ricorrendo a bevande diverse dall’acqua o a soluzioni come ghiaccioli e granite (soprattutto in estate).
  8. Creare un’atmosfera piacevole. Il momento del pasto non è fatto solo da ciò che si mette nel piatto ma anche da ciò che c’è e si muove intorno. È improtante creare e conservare una piacevole ritualità, un momento di socializzazione, in un ambiente accogliente e confortevole.
  9. Promuovere l’autosufficienza. Tutto ciò che la persona assistita riescve a fare da sola e bene lasciarglielo fare, magari utulizzando strumenti che facilitino alcune azioni, come bicchieri con due manici o cannucce per bere, oppure posate dall’impugnatura semplice.

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