La corretta conservazione dei medicinali a casa è uno dei compiti che spettano al caregiver, sia esso familiare o professionale. È questa figura, infatti, a dover tenere sotto controllo la somministrazione dei farmaci al paziente che si trova in assistenza domiciliare e a gestire il cosiddetto armadietto delle medicine. Una responsabilità cruciale ma che si può soddisfare facilmente seguendo poche semplici regole.

Uno dei bisogni più pressanti per un malato non autosufficiente o che si trovi in fase terminale è l’assunzione regolare e corretta dei farmaci. In molti casi, infatti, i medicinali sono fondamentali per garantire un prolungamento della vita del paziente ma soprattutto un miglioramento della sua qualità. L’importante, però, è che l’assunzione avvenga nel dosaggio giusto e secondo le modalità indicate dal medico di fiducia. Ecco perché questo è considerato uno dei compiti più delicati che un caregiver è chiamato ad assumersi nei casi di assistenza domiciliare. Un incarico che arriva a comprendere anche la corretta conservazione delle medicine a casa. Ecco le risposte ai principali dubbi sul tema.

Chi e di cosa si occupa il caregiver

Dove conservare i farmaci

Le regole sul luogo di conservazione dei farmaci variano da medicinale a medicinale, perciò bisogna prestare molta attenzione all’etichetta, che indica i requisiti in termini di temperatura e umidità. Alcune medicine, infatti, vanno tenute in luoghi asciutti, lontane da fonti di umidità e di calore (massimo 25°-30°). In altri casi, invece, sono necessari luoghi più freschi e la conservazione può avvenire in frigorifero. In ogni caso, è bene che il posto in cui si trovano i medicinali non sia raggiungibile dai bambini.

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La data di scadenza delle medicine

L’altro fattore fondamentale nella conservazione dei farmaci è la data di scadenza, cioè quella entro cui il farmaco deve essere consumato, altrimenti va buttato. Somministrare un farmaco scaduto, infatti, è sempre vietato, perché potrebbe essere non più efficace o addirittura pericoloso. Ovviamente, la data di scadenza è valida se si rispettano le regole relative al luogo di conservazione, altrimenti il farmaco rischia di deteriorarsi prima del tempo.

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La durata dei farmaci dopo l’apertura della confezione

Un discorso a parte lo meritano quei farmaci la cui confezione contiene più dosaggi, destinati ad essere consumati in più giorni (è il caso, ad esempio, delle scatole o dei tubetti di pasticche). È quinti lecito chiedersi quanto duri un farmaco una volta aperto (sempre se conservato in un luogo idoneo). La risposta dipende dalla tipologia di medicinale.

Scadenza dei colliri

Per quanto riguarda i colliri, è necessaria un ulteriore distinzione, tra quelli monodose e quelli in flaconcino.

Colliri monodose. La singola pipetta, se chiusa bene e tenuta in frigo dopo l’apertura, può essere riutilizzata nelle 12 ore successive.

Colliri in flaconcino. Una volta aperti, vanno conservati in frigorifero e durano al massimo 30 giorni (a volte 15). La caratteristica dei colliri, infatti, è che contengono una quantità di conservanti molto bassi, che non gli permette di durare nel tempo.

Scadenza di compresse e capsule

Anche in questo caso, serve distinguere tra le pasticche che si trovano in un blister e quelle confezionate in flaconi.

Compresse e capsule in blister. All’interno del blister che le contiene, sono confezionate separatamente; quindi, l’apertura della scatola non inficia sulla loro durata. Per questo motivo, possono essere conservate fino alla data di scadenza indicata.

Compresse e capsule in flacone. Una volta aperto il coperchio del flacone, le pasticche vanno consumate entro 4/6 mesi.

Scadenza delle pomate

Creme, unguenti e gel hanno una durata di circa 3/6 mesi dal momento dell’apertura, se conservati in modo idoneo, cioè chiudendo bene il tappo. È bene precisare che l’uso di una pomata dopo la scadenza non arreca danni ma potrebbe avere effetti più blandi o completamente nulli.

Scadenza degli sciroppi

Dal momento dell’apertura del flacone, gli sciroppi durano circa 2 mesi. Nel caso di antibiotici ricostruiti, la polvere sigillata nell’apposito contenitore può essere conservata fino alla data di scadenza indicata. Se invece gli antibiotici ricostruiti vengono preparati con l’aggiunta di acqua, possono essere conservati tra i 7 e i 15 giorni al massimo.

Scadenza fiale e fialoidi

Quelli contenuti in fiale e fialoidi sono i farmaci con il minor tempo di conservazione, una volta aperti. Dal momento che il contenitore non è più integro, infatti, vanno consumati entri pochi minuti, perché non essendo sterili possono contaminarsi facilmente.

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Consigli generali per la conservazione dei farmaci a casa

Infine, può essere utile per un caregiver tenere a mente quattro semplici buone pratiche che facilitano la corretta gestione dei farmaci a casa:

  • Conservare sempre il foglietto illustrativo del farmaco fino a che non si è finito di consumarlo;
  • Tenere in ordine l’armadietto dei medicinali, conservando con cura le scatole;
  • Non fare confusione con le scatole dei medicinali
  • Nella somministrazione, attenersi sempre scrupolosamente alle indicazioni del medico

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